Traduzione del comunicato stampa del 12 novembre 2018

Prima pagina del comunicato stampa in Spagnolo castigliano.

Traduzione scaricabile anche in formato di testo qui : esodo_crisi_umanitaria.

L’esodo migratorio centroamericano dev’essere considerato come CRISI UMANITARIA.

PRIMO COMUNICATO STAMPA

12 novembre / Guadalajara, Repubblica del Messico

Oggi si compiono 31 giorni dello storico esodo di migranti centroamericani, conosciuto come “Carovana di migranti” che è partito dal territorio honduregno il 13 ottobre 2018.

Il nostro esodo è il risultato di un distacco forzato, a causa della diffusa violenza sistematica, subita da uomini, donne, bambini e intere famiglie che fuggono dalla povertà e dall’impunità nei nostri Paesi di origine.

La presenza di oltre 13.000 esseri umani in territorio messicano, il cui spostamento verso il confine con gli Stati Uniti è stato osservato con preoccupazione in tutto il mondo, dimostra che questa monumentale espressione collettiva contro la violenza ha acquisito la dimensione di una CRISI UMANITARIA.

In un esercizio di autonomia, come gruppo emigrato nominiamo una delegazione affinché, a nome dei più di 5.000 migranti alloggiati presso il rifugio situato a Città del Messico (CDMX), dialoghi con le autorità delle Nazioni Unite – ONU in Messico, per richiedere l’immediata applicazione del Global Compact per la Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare, che impegna gli Stati, tra le altre cose, a “migliorare la loro cooperazione nel salvare vite dei migranti durante i loro viaggi” che in termini pratici avrebbero la migliore espressione nel garantire gli autobus in modo da farci arrivare sani e salvi alla destinazione finale, proteggendo in particolare donne e bambini, che ogni volta devono sopportare temperature più basse e altre minacce alla loro vita.

L’8 novembre, la nostra delegazione si è recata a piedi dall’ostello in CDMX, accompagnato da una mobilitazione di oltre un migliaio di migranti che è culminata presso l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, dove l’incontro ha avuto luogo con la presenza delle autorità dell’ Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati – UNHCR, l’Organizzazione Internazionale per le migrazioni – OIM, e la nostra commissione composta da 21 delegati dell’esodo: rappresentanti di 17 dei 18 dipartimenti dell’Honduras, 1 delegato del D-19 (honduregni che vivono negli Stati Uniti), 3 rappresentanti per Paese centroamericano (Nicaragua, El Salvador e Guatemala); un osservatore dell’organizzazione Pueblos Sin Fronteras; un accompagnatore per Diritti Umani, il Sig. Arturo Peimberg, difensore civico dello stato di Oaxaca; e un portavoce honduregno, il sociologo e giornalista Milton Benítez.

CONSIDERANDO:

  • Che l’ONU non è riuscita a promuovere il trasporto sicuro verso la nostra destinazione finale per “salvare la vita dei migranti“.
  • Che la Commissione per i diritti umani del CDMX ha confermato la scomparsa di almeno 100 persone nel territorio messicano.
  • Che si contano almeno 3 honduregni uccisi durante il viaggio.
  • Che viaggiano nella carovana 24 donne in stato di gravidanza, 184 persone con disabilità, 31 adolescenti non accompagnati, 87 persone della comunità LGBTI, e più di 2 mila bambini e 2 bambine.
  • Che già sono 2 le vittime di accusa e minaccia : giornalisti e difensori dei diritti umani in Honduras Bartolo Fuentes e Milton Benítez.
  • Che questa CRISI UMANITARIA risponde ad un fattore esogeno per l’essere umano, perché è causata dalla mancanza di capacità degli Stati espulsori di proteggere la vita dei propri cittadini, essendo l’Honduras uno dei Paesi più violenti e corrotti del mondo e dei più poveri dell’America Latina.
  • Che l’ONU e in particolare l’UNHCR e l’OIM non sono stati all’altezza delle loro responsabilità e mandati, evitando di elevare il nostro esodo allo stato di CRISI UMANITARIA così come è accaduto in relazione ad altri Paesi come il Venezuela e l’Iraq.

CHIEDIAMO ALLE NAZIONI UNITE E AGLI STATI DEL MONDO:

  • Che il nostro esodo sia considerato nella sua dimensione esatta di CRISI UMANITARIA, in modo da poter immediatamente stabilire un metodo di intervento umanitario per garantire l’integrità, la salute e la vita, di coloro che si muovono attraverso il territorio messicano.
  • Che, di conseguenza, l’ONU, l’UNHCR e l’IOM, applichino immediatamente il Global Compact per la Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare approvato il 13 marzo, affinché i governi affrontino la situazione delle persone bisognose di protezione internazionale e assistenza umanitaria.
  • Che, come ha fatto in altri casi, l’UNHCR incoraggi gli Stati a garantire che abbiamo libero accesso ai territori e alle procedure per determinare il nostro status di rifugiato; e chiedere ai governi di adottare risposte concrete per proteggerci, come le alternative di soggiorno legale, compresi i visti o permessi di soggiorno temporanei, e di altri programmi di regolarizzazione che garantiscano l’accesso ai diritti fondamentali alla salute, all’istruzione, l’unità della famiglia, la libertà di movimento, riparo e il diritto al lavoro.
  • Che l’ONU incoraggi i Paesi firmatari a rendere più flessibili i costi e le esigenze quando necessario, per garantire l’accesso a tali diritti.
  • Che, vista la situazione nei Paesi espulsori dell’America Centrale e dell’America Latina, le persone non vengano deportate o costrette a ritornare.

Ricordiamo che il primo Global Compact per le Migrazioni concordato presso le Nazioni Unite “rispecchia la comprensione comune dei Governi che la migrazione che attraversa le frontiere è, per definizione, un fenomeno internazionale e per gestire in modo efficace questa realtà globale è necessaria la cooperazione per espandere l’impatto positivo per tutti” come ha affermato il Segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres.

Informiamo la comunità nazionale ed internazionale che, nel caso che l’ONU, l’UNHCR e OIM proseguano nel ridurre le dimensioni della diaspora centroamericana non dandole trattamento CRISI UMANITARIA, saremo costretti ad ignorare e rifiutare qualsiasi accompagnamento da queste istituzioni, a causa di una sua doppia morale.

Ringraziamo la signora Nashieli Ramírez Hernández, presidente della Commissione per i diritti umani di CDMX e il gruppo di organizzazioni della società civile guidato da Padre Alejandro Solalinde; per l’opportuna accoglienza organizzata in modo da poterci curare e riposare in quella città; e il signor Arturo Peimberg, ombudsman dello Stato di Oaxaca ed il nostro connazionale Milton Benitez, a coloro che abbiamo abbracciato come nostri difensori dei Diritti Umani nel territorio del Messico e nel mondo.

Per concludere vogliamo ringraziare le autorità locali che hanno agito in modo solidale e senza discriminazioni, e in modo molto speciale al popolo, alle nostre sorelle e fratelli guatemaltechi e messicani che ci hanno offerto cibo, acqua, riparo e un trattamento dignitoso, che completa il lavoro dovrebbero eseguire le istituzioni ed i governi.

 

Dato nella città di Guadalajara, nello Stato di Jalisco, nella Repubblica Messicana, il 12 del mese di novembre dell’anno 2018.

ESODO MIGRATORIO CENTROAMERICANO PER LA VITA
In cammino… con dignità!